Salve gordi!
Esco fresco fresco da una 2-giorni di riunioni sulla crisi finanziaria presso l'OCSE,in vista dell'incontro del G20 domani a Washington.
Devo dire che è stato molto interessante, soprattutto ieri, quando si sono riuniti allo stesso tavolo le delegazioni dei vari Paesi membri (una trentina, dagli USA alla Russia, dalla Corea a Israele) e i rappresentanti delle principali istituzioni finanziarie mondiali. Una sala convegni piena, in cui si è discusso apertamente sulla situazione, mettendo a confronto il settore privato con quello pubblico, per valutare quello che si è fatto e progettare le politiche future.
Si potrebbe certamente fare discorsi tecnici per dare spiegazioni accurate, ma sinceramente mi è parso che il succo fosse piuttosto stringente. E' successo un patatrac. Anzi, un PATATRAC! per meglio dare l'idea. E' crollato un sistema. Non una colonna o un porticato, ma l'intera struttura, e ancora si sta cercando esattamente di capirne le dinamiche. L'edificio della finanza negli anni ha continuato a crescere e ad evolversi, impalcatura dopo impalcatura si è lanciato in architetture all'avanguardia sempre più spavalde. I controllori non hanno fatto il loro lavoro e, logicamente, ad un certo punto le fondamenta non hanno retto quella struttura troppo pericolante, ed è venuto giù tutto. PATATRAC!, appunto.
Durante la discussione un rappresentante di un'istituzione finanziaria ha detto: "per il futuro abbiamo bisogno di una supervisione più indipendente. Finora nessuno ci aveva mai detto che c'erano dei problemi nella nostra struttura". E qui c'è il primo punto che un po' mi puzza. Ma scusa, sei una finanziaria che impegna milioni di euro (dei risparmiatori) nel mercato, con strumenti innovativi, quindi poco testati e con profili di rischio non chiari...e tu ti rilassi e lasci che faccia tutti controlli solo l'agenzia di monitoraggio esterno?Il tuo "core business" è impegnare i soldi altrui per farli fruttare, e neanche ti preoccupi personalmente di come lo fai?A me la cosa pare un tantino da irresponsabili...e sinceramente anche lo scaricabarile nei confronti dei controllori mi pare un po' da bambini.
Sta di fatto che ormai è accaduto e come dice mia nonna "Mortus est et non più burigaribus" (che non ha alcun senso e non so dove l'abbia sentito, ma intende dire "inutile piangere sul latte versato"). Ora la situazione è altrettanto semplice. Servono soldi, tanti soldi, per tamponare le perdite ed evitare il peggio. Sì perchè per ora c'è una diga con delle crepe grosse così, ma se non le si tampona in tempo qui vien giù tutto.
Son dovuti intervenire i governi nazionali, gli unici con abbastanza risorse da poter salvare il salvabile. E così lo stato entra nel mercato. E entra con tanta più forza proprio lì dove si predicava la piena libertà del mercato stesso. Insomma in termini più o meno tecnici si può dire che il sistema si è "sputtanato" alla grande...il sistema del mercato libero qui ha toppato alla grande.
I cittadini ora sborsano di tasca propria per salvare le banche. La filosofia, per quanto possa far male allo stomaco, ha il suo senso: l'intervento è necessario per arginare l'emorragia ed evitare crisi peggiori nell'economia reale. Se si fosse deciso di non sganciare un soldo, le banche sarebbero finite a gambe all'aria, e con loro a catena, nel giro di pochi mesi, tutto il sistema produttivo.
I banchieri alla riunione eran tutti contenti delle misure prese (e ti credo...), ma ci tenevano a ribadire una cosa: lo Stato deve rimanere lontano dagli affari delle banche, non deve interferire, deve garantire l'indipendenza delle banche e del mercato, abbiate fiducia e andrà tutto bene. Tutti eran preoccupati di trovare una chiara "exit strategy", cioè la maniera perfetta per far uscire lo Stato dopo l'intervento e far riprendere il pieno controllo ai privati. E qui c'è la puzzetta numero 2. Mi suona tanto da "Grazie dei soldi e a mai più rivederci".
Io capisco la storia del mercato libero e delle possibili gravi distorsioni create dalla nazionalizzazione delle banche bla bla bla, ma sinceramente mi viene anche da andarci piano!
Sappiamo che nei mercati finanziari la fiducia ha un ruolo fondamentale. Gli indici sono estremamente sensibili a qualsiasi notizia che arrivi dal mondo esterno: basta una voce non confermata per scatenare il panico e portare a reazioni a catena che fanno saltare gli indici finanziari come canguri australiani. In questo contesto tu hai appena distrutto i risparmi che la gente, fiduciosa, ti ha dato per anni e ti sei pure preso un'altra bella botta di soldi, della stessa gente, per salvarti il culo in extremis (opportunità che la stessa gente che c'ha rimesso non ha avuto). E mi chiedi di lasciarti agire liberamente e avere fiducia? Ma se abbiamo appena visto che il mercato anarchico in questo campo ha fatto un flop mai visto! Io la fiducia l'ho persa da un pezzo!E se proprio mi è toccato darti quei soldi in più per evitare disastri peggiori, voglio almeno che ti mettano i rottweiler alle costole per vedere che uso ne fai!Anche perchè i soldi te li ho dati ora, quando cioè non è stata ancora fatta alcuna regolamentazione nuova e il sistema di sorveglianza non è ancora stato migliorato, dato che questo richiederà del tempo!Insomma non mi rendi certo più fiducioso sapendo che te li do senza troppe garanzie...
A tal riguardo ovviamente si son tutti detti disponibili a procedere con nuove politiche di regolamentazione che permettano di riequilibrare il sistema. E vorrei ben dire: l'hai fatta fuori dal vaso di 2 kilometri, mi pare il minimo che accetti una regolamentazione nuova!Questo ragazzi secondo me sarà il vero campo di battaglia dei prossimi mesi/anni: la nuova regolamentazione del settore. Perchè ora siamo agli inizi, quando cioè tutti concordano che 'sta regolamentazione s'ha da fare, ma quando inizieranno a discutere sul COME farla, mi immagino una battaglia campale stile Braveheart. Le istituzioni finanziarie da un lato e il resto dall'altra, senza pietà per nessuno! E' su questo punto che bisognerà concentrare l'attenzione, studiare le mosse e comprendere le proposte, perchè qui si decide come verrà rimesso in piedi il sistema crollato. E come han fatto notare giustamente oggi: nel definire la nuova struttura, l'obiettivo non è EVITARE la prossima crisi, perchè le crisi sono cicliche e fisiologiche, ma semmai di PREVEDERLA e ATTENUARLA. Quindi tutto sta nel definire delle regole che permettano in qualche modo di tenere tutto più o meno sotto controllo, evitando al massimo di lasciare aree scoperte (perchè sarà lì che la prossima crisi colpirà). Non è una cosa facile, perchè si tratta di raggiungere un perfetto bilanciamento tra controllo e libertà d'azione, semplicità e ampia copertura. stanno iniziando a fioccare le proposte, le iniziative si moltiplicano, e verranno discusse per lungo tempo. Teniamo alta l'attenzione e non distraiamoci, che qui è in ballo il nostro futuro a lungo termine.
A tal proposito ho sentito un'idea che mi ha colpito: qui non è il solo sistema finanziario che deve cambiare, ma anche il sistema economico-produttivo. Per troppo tempo c'è stato un modello d'impresa basato su finanziamenti a basso costo, ora la storia deve cambiare. Come a dire, allargando un po' il campo: abbiam vissuto a lungo al di sopra delle nostre capacità reali, è ora di tornare con i piedi per terra.
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